L’antico segreto della Svastica e la storia occulta della Razza Bianca (seconda parte)

L’antico segreto della Svastica e la storia occulta della Razza Bianca (seconda parte)
Antico mosaico romano con svastiche. Museo Romano-Germanico, Colonia, Germania

La svastica, un antico simbolo dell’induismo, si può abbondantemente ritrovare tra le rovine dell’Europa neolitica. Questo ha convinto studiosi, del presente e del passato, che gli europei preistorici praticavano una forma di Induismo primitiva (con i suoi alti concetti spirituali di anima eterna, trasmigrazione, Karma, Yoga, Terzo Occhio e Nirvana). L’ascesa del cristianesimo europeo mise la parola fine al culto induista facendo sprofondare il continente nel periodo dei secoli bui. Si trattò forse di un colpo mortale, inflitto alla razza bianca, al fine di distaccarla completamente dalla sua natura spirituale? Al giorno d’oggi i bianchi evitano la spiritualità, perseguendo il denaro e le ricchezze materiali, non sapendo che, i loro antenati, capirono i segreti della coscienza e della vita dopo la morte. Nella prima parte abbiamo visto come le svastiche trovate sugli antichi manufatti europei, abbiano convinto gli studiosi che l’induismo veniva praticato nell’Europa preistorica, ben prima che il cristianesimo arrivasse nel continente e spazzasse via questo culto.

L’INVASIONE ARIANA DELL’INDIA

Antico mosaico all’Iliou Melathron (Palazzo del Sole) ad Atene, in Grecia.
Antico mosaico all’Iliou Melathron (Palazzo del Sole) ad Atene, in Grecia.

Gli studiosi ritengono, che un gruppo massiccio di ariani, provenienti dall’Asia centrale, probabilmente dal Tibet – invase il sub continente ariano durante la preistoria. A diverse ondate giunsero fino alla fertile pianura del Gange, dove fondarono una nuova società che sarebbe divenuta il fondamento della induismo così come lo conosciamo. Gli indiani nativi, chiamati “Dravidiani”, vennero spinti lentamente verso sud dalle incursioni ariane. I risultati di questo scontro culturale si possono vedere ancora oggi, con l’India meridionale che appare molto diversa alla sua controparte settentrionale, sia in termini linguistici che di tradizioni. Come già detto, gli ariani parlavano l’”Indo-europeo”, il linguaggio che, secondo gli studiosi, costituisce la base di tutte le lingue europee; a questo, a detta di molti ricercatori, si aggiunge il fatto che probabilmente gli stessi ariani furono i primi “europei”. Scritti sull’invasione ariana dell’India possono essere trovati nei Veda, la più antica raccolta di testi Indù esistente, scritta tra il 2000 e il 1000 A.E.V. Veda in sanscrito significa “corpo di conoscenza.” Gli studiosi ritengono che i Veda provengano da una tradizione orale introdotta dagli Ariani. E’ nei Veda, che conosciamo per la prima volta l’arcaico sistema gerarchico delle caste che divide la cultura indù in quattro gruppi distinti, più gli “Intoccabili”. Dall’India, gli ariani migrarono verso occidente in Europa, creando le più alte culture che divennero poi la Germania, la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna, l’Italia, la Polonia, e così via. Prima del cristianesimo, dunque, la maggior parte dei caucasici in Europa praticavano l’induismo. Se gli Ariani portarono l’induismo in India e gli europei discendono dagli ariani, seguendo la linea degli eventi, ne deriva che tutti i nostri antenati, in un certo momento della storia praticarono l’induismo, con i suoi alti concetti spirituali di anima eterna, Trasmigrazione , Karma, Yoga, Terzo Occhio e Nirvana.

L’INDUISMO – LA RELIGIONE DEGLI ANTICHI ARIANI

La prova di quanto affermato in precedenza può essere trovata notando l’incredibile diffusione della svastica nelle rovine dell’europa preistorica:

L’antico segreto della Svastica e la storia occulta della Razza Bianca (seconda parte)Leggiamo in Barbarian Tides, una pubblicazione del 1982 a cura della prestigiosa biblioteca Time-Life Books, che “ariani” (un termine usato dagli studiosi pre-nazisti per descrivere gli abitanti europei “bianchi”) introdussero l’”Induismo” nel sub-continente Indiano prima di stabilirsi in Europa:

“Costoro, gli ariani, avrebbero condiviso le loro istituzioni sociali nel subcontinente indiano divulgando una cultura spirituale unica, l’induismo”.

Time-Life Books biblioteca, 1982

William Henry Goodyear fu il primo curatore del Metropolitan Museum of Art di New York City.
William Henry Goodyear fu il primo curatore del Metropolitan Museum of Art di New York City.

William Henry Goodyear (1846 – 1923), un noto archeologo americano, storico dell’arte e curatore di musei (figlio di Charles Goodyear quello dei pneumatici Goodyear) scrisse nel suo libroGrammar of the Lotus :

 “… La svastica era un” simbolo ariano “…

L’ipotesi che gli Indù ariani portarono con loro la svastica in India è … perfettamente sostenibile, dal momento che può essere trovata nell’arte preistorica europea …”

William Henry Goodyear, Grammar of the Lotus, 1891.

John Richardson (1810 – 1888)
John Richardson (1810 – 1888)

Più o meno in questo periodo, nel 1876, possiamo leggere nel manuale scolastico di geografia moderna, scritto da John Richardson, vicario del St. Mary Hospital nell’Essex, Londra:

“Gli ariani indù … in tempi molto precoci … si separarono dalla grande famiglia, negli altopiani dell’Asia centrale, attraversando l’Himalaya, scesero nelle pianure dell’Indo e del Gange, invasero gran parte della penisola, introducendo la civiltà e la religione che domina oggi l’India.”

John Richardson, un manuale scolastico di geografia moderna, 1876

Nel suo libro del 1881, A Short Manual of the History of India, Sir Roper Lethbridge, un accademico britannico e membro del House of Commons, scrisse un capitolo intitolato “La conquista dell’India da parte degli indù ariani”, in cui spiega:

“… I resoconti sulle prime invasioni ariane … derivano principalmente da un esame degli Inni dei Veda, i libri religiosi più antichi degli Ariani …

… Gli invasori dell’India … appartenevano ad una razza (chiamata ariana o indo-europea), che comprendeva gli antichi Greci, Romani e Persiani e la maggior parte delle nazioni europee moderne, come quella inglese, tedesca, francese, e molte altre.”

Sir Lethbridge-Roper, A Short Manual of the History of India ,1881.

Queste citazioni mostrano l’attuale e diffusa credenza che gli “ariani” portarono l’induismo in India e poi in Europa. Mentre il cristianesimo sostituì l’induismo in Europa, esso rimase attivo in India. La domanda quindi è: perché questa affascinante storia della razza bianca e della religione induista viene oggi censurata da quasi tutti i segmenti della società occidentale?

LA STORIA PROIBITA DELLA RAZZA BIANCA

L’induismo ariano viene tenuto nascosto di proposito, a quanto pare. Non viene insegnato nelle scuole o nelle università. Non è spiegato nei film, nei libri di cultura popolare, alla TV, alla radio, sui giornali o sulle riviste, o nei mass media. Il fatto stesso che tu non ne sia a conoscenza è prova di una cover up in atto.

LA STORIA PROIBITA DELLA RAZZA BIANCA
Simbolo della “Censura” in uno studio del della Yale University (1898) intitolato “Le svastiche dell’Europa antica”.

La cosa ancora più strana è come la razza bianca si identifichi con la religione ebraica e non con la propria religione ancestrale che è l’induismo. Ci vengono insegnate le storie bibliche di Mosè e dei dieci comandamenti, l’esodo dall’Egitto, l’arrivo nella Terra Promessa, il regno di Davide e Salomone, e così via. La storia ebraica venne innestata in maniera innaturale nella psiche europea al fine da far credere agli europei di aver dei progenitori ebrei, in altre parole, i bianchi sono “cresciuti” ebrei. Perché? Il motivo è che sembra esserci qualcosa di nascosto, ma potente, nella storia ariana, che i poteri forti trovano estremamente minaccioso. Se cerchiamo di ripercorre le origini ariane spingendoci ulteriormente indietro, nelle profondità del tempo, arriviamo esattamente in questa “zona proibita”. Si tratta di un tesoro spiritualmente edificante e la cui saggezza può essere utile nell’auto miglioramento. Si basa su ciò che potremmo chiamare la connessione “Ariano/Atlantidea”.

LA CONNESSIONE ARIANO ATLANTIDEA

Questo collegamento Ariano / Atlantideo venne ripreso, in epoca recente dalla celebre mistica russa Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), fondatrice della “Società Teosofica” a New York nel 1875. La sua opera massima, La Dottrina Segreta, venne pubblicata nel 1888 ed ebbe un forte impatto in tutto il mondo. La sua influenza su Adolf Hitler e i nazisti, che viene praticamente trascurata dagli storici, alterò completamente il corso del 20 ° secolo. Notare la svastica sul logo della sua organizzazione:

A sinistra: Helena Blavatsky. A destra: Logo della Società Teosofica, New York City, 1875. Notare la svastica.
A sinistra: Helena Blavatsky. A destra: Logo della Società Teosofica, New York City, 1875. Notare la svastica.

Ignorando il concetto biblico che “Dio creò l’uomo in sei giorni”, la Blavatsky affermò l’antichità, il primato, e l’universalità della cosiddetta dottrina della “caduta dell’uomo e la sua discesa nella materia”, che costituisce la radice della dottrina di gran parte del pensiero orientale (Induismo, Buddismo), della filosofia greca e dei moderni circoli esoterici occidentali. Essa insegna che sotto la carne gli uomini e le donne sono degli “dei” o “anime eterne” cadute nel “mondo materiale” dalla nostra più alta “casa spirituale” alla quale l’anima dovrà poi fare ritorno. Durante la sua discesa, l’anima ha dovuto indossare una “veste” cioè il corpo fisico, in questo modo non è più riuscita a riconoscere la sua natura eterna e spirituale.

“Non hai un’anima. Tu sei un’anima. Hai un corpo. ”

C.S. Lewis

“L’uomo è un dio nel corpo di un animale secondo la filosofia antica …”

Dr. Alvin Boyd Kuhn

“Un uomo è un dio in rovina.”

Ralph Waldo Emerson

Secondo la Blavatsky, la caduta dell’anima è una conoscenza andata salvata dal cataclisma che distrusse l’antica e potente civilità di Atlantide. Come abbiamo visto nella parte 1, il filosofo greco Platone citò per primo Atlantide nel IV secolo A.E.V., riferendosi ad essa come ad un’isola ormai sommersa che un tempo fioriva nell’oceano Atlantico. Platone sostenne che gli Atlantidei possedevano una altissima religione spirituale, che permetteva loro di “vedere” la loro divina ed eterna “anima” all’interno del corpo fisico. Secondo lui, vedendo la propria ‘”anima interna” gli abitanti di Atlantide ebbero la possibilità di sfruttare dei poteri superiori, finchè lentamente la loro parte umana prese il sopravvento su quella divina.

“… L’elemento divino si indebolì… e le loro caratteristiche umane divennero predominanti e cessarono di vedere la loro prosperità con moderazione.”

Platone, Timeo e Crizia

Mentre gli studiosi dei tempi della Blavatsky tracciarono le origini degli Ariani sulle montagne del Caucaso, la Blavatsky spostò la loro patria ad est in Tibet, nel cosiddetto “tetto del mondo”, dove trascorse anni a studiare. Le acque del diluvio che inondarono Atlantide, affermò, spinsero i profughi verso il Tibet, dove rimasero al sicuro per generazioni. Gli ariani lentamente emersero da qui diventando discendenti ed eredi diretti degli Atlantidei.

Mappa della invasione ariana dell’India.
Mappa della invasione ariana dell’India

È interessante notare come il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724 – 1804), descrivendo il Tibet un secolo prima della Blavatsky, dicesse che:

“… Senza dubbio fu abitato prima di ogni altra zona e potrebbe anche essere stato il luogo di tutta la creazione e di tutta la scienza. La cultura degli indiani, come è noto, quasi certamente provenì dal Tibet, così come tutte le nostre arti quali l’agricoltura, i numeri, il gioco degli scacchi, ecc, sembrano provenire dall’India. “

Immanuel Kant

La Blavatsky vide, nei miti del diluvio, leggende parallele su una catastrofe globale che costrinsero l’uomo e la civilità a ricominciare da capo, un pallido ricordo dell’affondamento di Atlantide. Da questa catastrofe si generò una digressione totale, non solo culturale, che implicò una vera e propria involuzione della razza atlantidea stessa. La capacità Atlantidea di “mantenere la visione” della loro “anima interna” andò perduta. E’ rimasta solo l’idea di anima eterna che si è mantenuta fino ai giorni nostri. Nel corso dei millenni, la razza atlantidea si estinse; la Blavatsky sostenne che essa fu rimpiazzata da quella ariana. Questa storia Ariano / Atlantidea venne supportata nel 19 ° e all’inizio del 20 ° secolo da studiosi e intellettuali.

Rudolph Steiner
Rudolph Steiner

Il famoso filosofo austriaco, educatore, e pensatore sociale, Rudolf Steiner (1861-1925), scrisse:

“La maggior parte del popolo di Atlantide è scomparso ma da una piccola porzione di esso sono discesi gli ariani che rappresentano oggi l’umanità civilizzata.”

Rudolf Steiner, Cosmic Memory

Ignatius Loyola Donnelly
Ignatius Loyola Donnelly

Il membro del congresso americano Ignatius Loyola Donnelly (1831 – 1901) scrisse un capitolo intitolato “The Aryan Colonies From Atlantis” nel suo libro Atlantis: The Antediluvian World, dove afferma:

“La razza ariana… proviene da Atlantide?”

“Il centro delle migrazioni ariane (secondo l’opinione popolare) … fu l’Armenia. In quelle zone c’è anche il monte Ararat, luogo dove si fermò l’Arca – un altro riferimento alle regioni del diluvio”

“I Greci, che sono ariani, attribuiscono le loro origini alle persone che si salvarono dal diluvio, così come fecero altre razze di origine ariana … qui troviamo un’altra prova del rapporto tra Ariani e il popolo di Atlantide .. i Greci, una razza ariana, nelle loro tradizioni mitologiche, mostrano la più stretta relazione con Atlantide …

Abbiamo visto che Zeus, il re di Atlantide, la cui tomba può essere vista a Creta, fu trasformato nel dio greco Zeus. “

Ignatius Donnelly, Atlantis: The Antediluvian World, 1882

Durante la lenta scomparsa di Atlantide e la nascita della stirpe ariana, che si verificò nel corso di diversi millenni, avvennero, secondo la Blavatsky, due principali cambiamenti fisiologici, uno dei quali di fondamentale importanza.

IL TERZO OCCHIO ARIANO/ATLANTIDEO

Gli Atlantidei erano più alti di noi, ma persero la loro imponente statura non appena la loro spiritualità cominciò a vacillare. La seconda e più significativa mutazione impedì alla nuova razza ariana di “vedere” lucidamente l’”anima interiore.” Questo lasciò i suoi moderni discendenti, incapaci di vedere e riconoscere la propria divinità interiore. La Blavatsky riteneva che gli Atlantidei possedessero questa capacità un tempo, grazie all’esistenza di un enigmatico organo luminoso, all’interno del cervello, chiamato “occhio ciclopico” o “Terzo Occhio”. Sulla fronte, al centro vi sarebbe una strana ma affascinante appendice. Come i nostri due occhi vedono all’esterno e al mondo materiale, questo unico occhio vede all’interno, alle questioni spirituali, all’anima. Quando gli abitanti di Atlantide involvettero in Ariani, il Terzo Occhio si atrofizzò. La Blavatsky scrisse:

“… Il “terzo occhio”, una volta, era un organo fisiologico che, in seguito, a causa della progressiva scomparsa della spiritualità e dell’aumento del materialismo si atrofizzò″.

Helena Blavatsky, La Dottrina Segreta, 1888

Anche se atrofizzato, la Blavatsky insisteva nel dire che come i nostri antenati di Atlantide, noi uomini moderni, potevano ancora accedere a questo organo; alcuni scienziati all’inizio del 19 ° e del 20 ° secolo lo identificarono nella ghiandola pineale, descritta nel seguente modo:

“Una piccola … appendice conica presente nel cervello di tutti i vertebrati craniati che in alcuni rettili ha la struttura essenziale di un occhio … è ritenuta un terzo occhio rudimentale, un organo endocrino, o la sede dell’anima …”

Webster’s Ninth New Collegiate Dictionary

Il filosofo francese René Descartes (1596-1650) chiamò la ghiandola pineale la “sede dell’anima”, “Occhio singolo” e “Terzo Occhio”. E’ possibile trovarlo in dipinti, sculture, incisioni risalenti a migliaia di anni fa:

Antico mosaico di un ciclope con il terzo occhio presso Villa Romana, Sicilia
Antico mosaico di un ciclope con il terzo occhio presso Villa Romana, Sicilia

I lettori che hanno familiarità con l’induismo ricorderanno che il Terzo Occhio ha una lunga tradizione in India, dove è conosciuto come “urna” o “Trinetra,” e viene indicato da un puntino, sopra e tra gli occhi. Anche se i mistici e gli adepti parlano spesso dei suoi misteriosi poteri occulti, ad un livello base denota intuizione spirituale, fornendo al soggetto la visione della propria anima interna:

Statua di Bodhisattva del 3 ° secolo trovata nell’attuale Afghanistan. Nota: il Terzo Occhio simboleggiato dal puntino sulla fronte.
Statua di Bodhisattva del 3 ° secolo trovata nell’attuale Afghanistan. Nota: il Terzo Occhio simboleggiato dal puntino sulla fronte

L’induismo ariano, ci viene costantemente tenuto nascosto, in modo da non poter conoscere il collegamento Ariano/Atlantideo che ci porterebbe alla riscoperta dei poteri latenti del terzo occhio? L’élite, sta cercando di non farci aprire il Terzo Occhio, quello strumento naturale con il quale comunichiamo con la nostra anima interiore, riconosciamo la nostra divinità e realizziamo il nostro potenziale? Il Terzo Occhio viene ampiamente utilizzato in Oriente, appare in varie discipline, ed è sfruttato nelle pratiche di meditazione quali lo yoga e il buddismo Ch’an così come nelle arti marziali come karate, qigong, e aikido. Esso costituisce l’apice della dottrina induista del Kundalini Yoga, con il suo famoso sistema di “chakra”. Il terzo occhio o “Ajna” è il sesto dei sette chakra e viene risvegliato quando riusciamo a bilanciare il nostro canale solare ovvero il “pingala” nella parte destra del nostro corpo con il canale lunare detto “ida” nel lato opposto:

Kundalini Yoga. Si noti il ​​sole a sinistra e luna a destra
Kundalini Yoga. Si noti il ​​sole a sinistra e luna a destra

Nonostante gli orientali abbiano abbastanza familiarità con il terzo occhio la sua saggezza è stata totalmente dimenticata dal mondo occidentale. C’è stato uno sforzo cosciente per nasconderla?

IL SEGRETO MASSONICO DEL “TERZO OCCHIO”

Incredibilmente, il disegno di un sole sulla destra, di una luna sulla sinistra e di un occhio solo al centro è anche sulle insegne, sui disegni e sui manufatti della massoneria, la più antica società segreta della storia occidentale. Il terzo occhio viene solitamente disegnato al centro tra il sole (pingala) e la luna (ida):

Tracing Board Massonica, 1820
Tracing Board Massonica, 1820

La massoneria è l’erede di un antico e perduto segreto risalente ad Atlantide? La confraternita massonica venne creata in risposta alla venuta del cristianesimo come un tentativo di salvare la saggezza Ariano/Atlantidea sul Terzo Occhio? I massoni furono a lungo considerati come i custodi di un blasfermo ed eretico segreto, proveniente dall’antichità. Si pensi all’improvvisa persecuzione dei massoni da parte della Chiesa cattolica, a partire dagli inizi del 1700.

“… Seguendo l’esempio dei nostri predecessori, abbiamo intenzione di rivolgere la nostra attenzione alla società massonica, alla sua intera dottrina, alle sue intenzioni, alle azioni e ai suoi sentimenti, al fine di mostrare la malvagità di questa forza e fermare la diffusione di una malattia tanto contagiosa … ”

Papa Leone XIII, Humanum Genus

Questa condanna sembrerebbe indicare che i massoni fossero stati degli eretici, in possesso di una sorta di dottrina religiosa che contraddiceva il canone ufficiale della Chiesa. Per molti pensatori ed accademici del 19° e 20° secolo, il Terzo Occhio è proprio quella dottrina:

“… L’occhio che tutto vede … Questo è l’occhio della massoneria, il terzo occhio. Mentre so per certo che ben pochi massoni capiscano il significato dei loro stessi simboli, resta il fatto che li usano… ”

Dr. George Washington Carey, The Wonders of the Human Body,1918

“L’Ordine della Massoneria riconosce l”Occhio che tutto vede’ come l’Occhio della grande saggezza. Si dice che questa “Grande Saggezza” viene offerta in dono a coloro che cercano i sacri misteri, comprendono l’illuminazione, la visione interiore e la conoscenza intuitiva. Il contatto con questa grande saggezza avviene attraverso il ‘Terzo Occhio’ (ghiandola pineale) situato all’interno della fronte. ”

Dr. Jeffries Joye Pugh, Eden, 2006

“L’occhio comune vede solo la parte esteriore delle cose, e giudica in base ad essa, l’occhio che tutto vede invece, attraversa le cose leggendo cuore e anima, trovando lì capacità che all’esterno non sono percepibili e non rilevabili da chi sprovvisto di questo dono.”

Mark Twain, famoso scrittore e massone americano, 1899

“La Grande Piramide è un simbolo occulto centrale, che viene spesso raffigurata assieme all’occhio che tutto vede o ” terzo occhio” al suo interno. In questa forma è il simbolo della massoneria mistica. ”

John Bowlt, Wendy Salmond, and Marie Turbow, The Uncommon Vision of Sergei Konenkov, 1874-1971

“L’occhio che tutto vede … è anche l’emblema del terzo occhio umano … che venne ritrovato nei resti di tutte le civiltà ….”

Grace Morey, Mystic Americanism, 1924

Albert Pike (1809-1892).
Albert Pike (1809-1892).

Massone famoso ed ex studente di Harvard, Albert Pike (1809-1892), credeva che la vera Massoneria fosse qualcosa di simile all’antica dottrina della razza ariana. Pike, un pilastro della Massoneria americana, è meglio conosciuto per il suo libro del 1871, Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry. Ma pochi si rendono conto che scrisse altri due libri degni di nota che esaminano l’antica spiritualità ariana: Aryan Deitiesand Worship as Contained in the Rig-Veda e Irano-Aryan Faith and Doctrine as Contained in the Zend Avesta.

“Il mondo deve tutte le sue corrette e profonde concezioni di Divinità e la sua conoscenza dell’esistenza dell’anima, alla grande razza ariana”.

Albert Pike Irano-Aryan Faith and Doctrine as Contained in the Zend Avesta

Come nel caso di Pike, un medico massone chiamato JD Buck (1838 – 1916) si interessò alla storia ariana in India, in Iran, e nelle religioni orientali in generale. Scrisse nella sua opera Mystic Masonry:

“La vera fonte da cui deriva l’Antica Saggezza …è l’India, la Madre delle civiltà, delle religioni e della sapienza esoterica.”

Dr. J.D. Buck, Mystic Masonry

Il Dr. Buck fornì anche una descrizione fisica del Terzo Occhio e collegò l’abilità di “controllarlo” al terzo grado della Massoneria:

“Venne chiamato “Terzo Occhio”. Gli antichi indu lo chiamarono Occhio di Shiva … E’ atrofizzato e quindi latente nell’individuo medio … L’occhio di Shiva è, infatti, un occhio che tutto vede; attraverso quest’ultimo è possibile annullare i concetti di spazio e tempo sul piano fisico … Un vero Maestro [Massone], quindi, ha l’Occhio di Shiva. La ghiandola pineale, dormiente in altri, in lui è attiva … ”

Dr. J.D. Buck, Mystic Masonry

Se Buck affermasse il vero e cioè che praticare una dottrina occulta orientale, fosse parte dell’insegnamento massonico, risulterebbe anche chiara la forzata segretezza a cui è stata costretta la massoneria in Europa. A causa del potere e della brutalità dell’Inquisizione, così come per il suo obiettivo dichiarato di distruggere gli eretici, i massoni non ebbero altra scelta che nascondersi, al fine di preservare le loro tradizioni conoscenze e riti sul terzo occhio. Detto in altre parole, il Terzo Occhio è il “Grande Segreto” della Vera Massoneria, che venne istituita proprio per preservare le antiche dottrine dei nostri antenati Ariano/Atlantidei.

HITLER E IL TERZO OCCHIO

Adolf Hitler
Adolf Hitler

E’ interessante notare che, avendo già accettato molte delle idee della Blavatsky, i leader occulti tedeschi – saliti al potere decenni dopo la morte di Pike o Buck, riconobbero anch’essi l’importanza del Terzo Occhio credendo persino alla spiegazione della Blavatsky, riguardo le sue origini Atlantidee. Descrizioni del Terzo occhio possono essere ritrovate negli scritti di molti capi nazisti. Hitler fece un riferimento indiretto ad esso nel Mein Kampf:

“… Tutta la cultura umana, tutti i risultati raggiunti nell’arte, nella scienza e nella tecnologia, sono quasi esclusivamente il prodotto creativo della razza ariana … ”

Adolf Hitler, Mein Kampf, 1925

L’idea hitleriana sul Terzo Occhio fu espressa da Hermann Rauschning, ex presidente nazionalsocialista del Senato di Danzica. In “Hitler Speaks” (Londra, 1939), Rauschning scrisse:

“Avere delle conoscenze magiche era evidentemente l’ideale di progresso umano concepito da Hitler … C’era una volta l’occhio dei Ciclopi, o occhio mediano, l’organo della percezione magica dell’Infinito, ormai ridotto ad una rudimentale ghiandola pineale. ”

Hermann Rauschning, “Hitler Speaks”

Un’ulteriore prova della sua fede nel Terzo Occhio può essere trovata nel libro Hitler’s Secret Conversations, una trascrizione di dialoghi e discussioni riservate che ebbero luogo nel suo quartier generale dal luglio 1941 al novembre 1944, registrate per i posteri. Hitler affermò:

“In tutte le tradizioni umane … si può trovare menzione di un enorme disastro cosmico … A mio parere ciò è spiegabile solo considerando l’ipotesi che questo cataclisma distrusse completamente l’umanità, in possesso di un elevato grado di civilità. I frammenti che ci derivano della nostra preistoria forse, non sono altro che riproduzioni di oggetti appartenenti a un passato più lontano, ed è proprio grazie ad essi, che le origini della civilità possono essere riscoperte di nuovo … ”

Trevor-Roper, Hitler’s Secret Conversations

La convinzione di Hitler nel Terzo Occhio dimostra quanto siano stati influenti gli scritti della Blavatsky nella Germania pre nazista. Molte delle sue idee erano esattamente parallele a quelle della Blavatsky, tra cui il logo della svastica, l’idea del primato della razza ariana e della sua antichità e di una civiltà antidiluviana altamente sofisticata e ormai dimenticata. Squadre naziste di antropologi, archeologi e studiosi dell’occulto, vennero spedite in Estremo Oriente, India e Tibet per scoprire le prove della storia ariana. Le loro ricerche costituirono la base per i film di Indiana Jones, in cui vengono raffigurati ufficiali nazisti alla ricerca di manufatti e tesori perduti in terre dimenticate.

DECODIFICANDO LA SVASTICA

Guido von List (1848 – 1919)
Guido von List (1848 – 1919)

 

Secondo il professor Nicholas Goodrick-Clarke, uno studioso di esoterismo occidentale presso l’Università di Exeter, le idee della Blavatsky raggiunsero Hitler e i nazisti indirettamente, attraverso un poeta e icona occulta viennese della Germania Pre-Nazista chiamato Guido Von List (1848 – 1919). Come la Blavatsky, List era convinto che gli antichi Ariani avessero creato delle “capitali spirituali” in tutta Europa. Secondo l’occultista furono loro a costruire la particolare architettura megalitica, basata su un misteriosa “tecnica” ereditata dai loro antenati di Atlantide, che prevedeva l’utilizzo della forza del «dio interiore», risvegliando il Terzo Occhio.

Stonehenge, monumento megalitico inglese.
Stonehenge, monumento megalitico inglese
Giordano Bruno (1548-1600) una grande mente condannata a morte
Giordano Bruno (1548-1600) una grande mente condannata a morte

Seguendo le opinioni del filosofo italiano Giordano Bruno (1548-1600), che fu bruciato vivo dall’Inquisizione per aver rifiutato di abiurare le sue idee gnostiche eretiche, List credeva che l’Antico Testamento, su cui si basano i valori religiosi, sociali, dell’etica e della morale del mondo occidentale, rappresenti un falso insegnamento che ha nascosto il più ricco e autentico induismo ariano, un passato “spirituale”, ora quasi dimenticato.

Per List, l’influenza del Vecchio Testamento in Europa oscurò l’induismo originale portato dagli Ariani. Infine, l’ascesa dell’onnipotente Chiesa cattolica diede il colpo di grazia finale all’induismo europeo. Secondo Goodricke-Clarke:

“… List fu attratto dalle idee di Giordano Bruno … Bruno proclamò come il giudaismo e il cristianesimo avessero corrotto la religione antica e vera … la quale godette di notevole popolarità tra i neo-platonici del Rinascimento. ”

Nicholas Goodrick-Clarke, Le radici occulte del nazismo, 1992

Per List, come per Bruno, l’Antico Testamento non è un resoconto accurato della storia umana. Poichè l’Europa e l’Occidente hanno accettato senza riserve la Bibbia, come se fosse patrimonio di tutta l’umanità (e non la storia di un piccolo gruppo, gli ebrei), il popolo occidentale non è riuscito a riconoscere una storia che è di gran lunga più ampia, oltre che una ricchissima saggezza spirituale il cui simbolo chiave è la svastica. La parola “Swastika” deriva dal sanscrito “su” (buono) e “Asti” (Essere), che significa “Essere buono”. L’emblema si forma con due “S” runiche simmetriche, ma opposte, ponendo in equilibrio perfetto le loro 2 forme congruenti. (Il runico era un antico e misterioso alfabeto utilizzato anticamente in Nord Europa).

La svastica, un antico simbolo per l’equilibrio degli opposti.
La svastica, un antico simbolo per l’equilibrio degli opposti

List sostenne che gli antichi Ariani videro nelle due “S” opposte della svastica, la dottrina dell’”equilibrio duale” (cioè, Sole vs Luna, Giorno vs Notte, Luce contro Buio, Caldo vs Freddo, Asciutto vs Bagnato, Maschio vs Femmina, Positivo contro Negativo, ecc). Anche la Blavatsky credeva che la svastica simboleggiasse le “coppie di opposti” nel mondo materiale, proprio come lo yin e yang della Cina o il Sole e la Luna nella Massoneria:

“Il segno doppio, come ogni studente di occultismo sa, è il simbolo del principio maschile e del principio femminile della Natura, del positivo e del negativo …”

Helena Blavatsky, La Dottrina Segreta

Spiegò che incrociare le due “S” significa unificare gli opposti o equilibrarli dando loro un centro comune, in altre parole, significa che per auto realizzarsi è necessario un punto centrale di equilibrio tra le due “S” opposte (la dualità). Questa è precisamente la formula sacra per risvegliare il Terzo Occhio: il bilanciamento degli opposti (vale a dire, l’equilibrio del sole e della luna, di ida e pingala, di Boaz e Jachin, ecc). Lo scrittore e giornalista inglese Perceval Landon (1868-1927), descrive il suo viaggo in Tibet, spiegando:

“… La svastica … sormontata dai simboli del sole e della luna rozzamente disegnati … compare nei più importanti luoghi del paese”.

Perceval Landon, Lhasa: An Account of the Country and People of Central Tibet, 1905

Swastika in Tibet, fiancheggiata dal sole e dalla luna, Età del ferro (1300 aC – 600 aC) www.tibetarchaeology.com
Swastika in Tibet, fiancheggiata dal sole e dalla luna, Età del ferro (1300 aC – 600 aC) www.tibetarchaeology.com

Dopo essere arrivata in India con gli ariani, la svastica si trasferì in seguito in Cina e Giappone con la diffusione del Buddhismo (un ramo dell’induismo). Ecco perché il Buddha, la cui apparizione nel VI secolo A.E.V.  avvenne molto tempo dopo lo spostamento degli ariani e la diffusione dell’induismo, viene raffigurato con la svastica, mentre medita a gambe incrociate nella posizione del loto, con il terzo occhio aperto (il punto bindi) sulla fronte. In altre parole, utilizzando la svastica Buddha equilibra la sua parte solare e lunare, risvegliando il Terzo Occhio (“Buddha” significa colui che si è risvegliato):

Il Buddha con la svastica sul petto e il terzo occhio aperto, in comunione con la sua “anima interiore” l’apice dell’insegnamento induista-ariano.
Il Buddha con la svastica sul petto e il terzo occhio aperto, in comunione con la sua “anima interiore” l’apice dell’insegnamento induista-ariano

C’è, naturalmente, molto di più dietro il simbolismo della svastica, ma il suo significato di base è quello di insegnare a trovare il centro o «dio interiore» risvegliando il Terzo Occhio, un atto che rivela la pienezza del nostro essere interiore, dove ogni contraddizione e conflitto, svaniscono, dove il velo del mondo materiale viene provvisoriamente sospeso, rivelando il Sé o l’”anima interna” che permette di sfruttare il suo potere per ottenere la liberazione spirituale.

CONCLUDENDO

L’origine della razza bianca è molto più di un argomento “tabù″ per gli universitari di oggi, è completamente vietato e fuori legge. Il fatto che si sappia così poco su questo argomento e sull’antica religione europea dell’induismo, è una prova di tutto ciò. Un certo numero di studiosi del 18esimo, 19esimo e 20esimo secolo concordavano sul fatto che la razza ariana discendesse dall’antica e perduta razza Atlantidea. Questa convinzione, una volta era l’opinione che andava per la maggiore negli ambienti accademici. Le elite non vogliono che le masse comprendano il collegamento, tanto sostenuto dai vecchi accademici, tra gli Ariani ed Atlantide, poichè la dottrina del Terzo Occhio spazzerebbe via completamente il “Dio” dell’Antico Testamento dall’equazione spirituale, migliorando l’uomo attraverso la forza della sua stessa divinità.

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