Pio XII contro Hitler

HitlerContro il nazismo dispotico e violento, già duramente condannato da Pio XI il 14 marzo 1937 con l’Enciclica Mit brennender Sorge, anche Pio XII interviene più volte con diversi messaggi, in particolare con quello Natalizio del 1942 (come egli stesso ricorderà il 2 giugno 1945 parlando al Sacro Collegio). In tale occasione, egli aveva definito inspiegabile come in alcune regioni «disposizioni molteplici attraversino la via al messaggio della fede cristiana, mentre concedono ampio e libero passo a una propaganda che la combatte. Sottraggono la gioventù alla benefica influenza della famiglia cristiana e la estraniano dalla Chiesa; la educano in uno spirito avverso a Cristo, instillandovi concezioni, massime e pratiche anticristiane; rendono ardua e turbata l’opera della Chiesa nella cura delle anime e nelle azioni di beneficenza; disconoscono e rigettano il suo morale influsso sull’individuo e la società». Condannato da molti per il suo silenzio assordante sulla Shoah, considerato non filo-nazista ma filo-tedesco per i suoi anni da nunzio a Berlino, Pio XII avrebbe tessuto le fila invece di un complotto segreto per eliminare Adolph Hitler già nel 1940. È quanto sostiene un libro dello storico statunitense Mark Riebling («Church of Spies») secondo il quale – riferisce il Daily Mail – il silenzio di Papa Pacelli era solo parte di una strategia per non esporsi e agire invece contro Hitler nell’ombra. Il tutto grazie ad una rete di fedeli cattolici tedeschi e contatti con gli Alleati per garantire alla Germania un trattamento meno umiliante di quello inflitto dopo la I Guerra Mondiale nel trattato di Versailles nel 1919, genesi del caos di Weimar e del nazismo. L’agente principale di Pio XII in Germania era il cattolico Josef Mueller, noto membro della resistenza e più tardi leader politico della Csu bavarese nella Germania post-conflitto, forniva ai vescovi cattolici – la chiesa di Roma era detestata e solo tollerata da Hitler – informazioni sul leader nazista che questi poi passavano al Vaticano. Il Papa a quel punto usò la vasta rete delle nunziature diplomatiche della Santa Sede in tutto il mondo per aprire contatti con gli Alleati, i britannici in primis. Benché inizialmente sospettosi l’allora ministro degli Esteri, Lord Halifax e l’ambasciatore presso la Santa Sede, Francis D’Arcy Osborne vennero attratti dall’intervento personale del Papa. Mueller ottenne un’assicurazione scritta che la Germania post nazista avrebbe ottenuto un trattamento equo ma a quel punto la sua rete di `traditori´ e persone vicine ad Hitler, fallì. Tra queste una delle guardie del corpo del Fuerher, il capo dell’intelligence militare e altri pezzi grossi delle forze armate. Nessuno ebbe l’occasione di eliminare Hitler, sostiene Riebling confermando uno dei tanti complotti contro il leader nazista, fallito come quello di Claus Von Stauffenberg, che nel 1944 piazzo una bomba nel quartier generale di Hitler che miracolosamente sopravvisse. La differenza è che il suo libro la sua storia apre una nuova prospettiva sulla figura di Pio XII

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